La Porrettana morirà nell’indifferenza

novembre 14th, 2010  |  Pubblicato in Articoli

Magazzini (Assoutenti): «I politici non fanno niente per salvare il servizio»

Pracchia, 14 novembre 2010

Un anno fa c’era chi l’aveva paventato. Giovanni Magazzini, delegato di Assoutenti-Utp, era stato buon profeta quando mise in relazione l’apertura all’alta velocità sulla Firenze-Bologna, al ridimensionamento della Porrettana.  «Occorre anche ricordare – dice Magazzini – che la ferrovia montana già dal 1934 aveva perso la sua originaria importanza di collegamento a livello nazionale, dopo la costruzione della direttissima Prato-Bologna, pur conservando il ruolo di linea locale al servizio di luoghi paesaggisticamente interessanti, tipici di un’Italia turistica minore, attraverso opere d’ingegneria notevolissime per l’epoca in cui furono costruite; ma soprattutto aveva mantenuto un’importanza strategica per le Ferrovie dello Stato come linea di riserva: in caso di interrruzione della direttissima, l’Italia ferroviaria sarebbe rimasta più volte spaccata in due se non ci fosse stata la Porrettana».  Un ruolo che adesso può svolgere il vecchio tracciato della direttissima. Ecco perché adesso, a causa dei tagli imposti dalla Finanziaria nell’ambito dei trasporti pubblici, la storica e gloriosa Porrettana potrebbe essere la prossima vittima illustre perché il tratto sud, quello sul versante pistoiese, attraversa zone scarsamente popolate che conferiscono un traffico di passeggeri irrilevante e il servizio merci è stato cancellato da decenni. Al contrario di quanto accade nel versante bolognese, dove la maggiore urbanizzazione, ha imposto l’istituzione di servizi ferroviari cadenzati, ben accolti a tal punto da aver ulterormente incrementato la frequentazione dei treni da e per Bologna.  «Ma il rischio di soppressione del servizio ferroviario sul versante toscano – osserva Magazzini – avviene nella più totale indifferenza da parte degli enti locali, a cui – per la legge 422, “Bassanini” – spetta il compito di decidere quali e quanti servizi il trasporto pubblico regionale deve svolgere. Ben diversa la situazione altrove, dove gli amministratori locali hanno più a cuore i problemi di mobilità dei cittadini, elettori, da loro amministrati».

Magazzini propone anche qualche esempio. La provincia di Bolzano da cinque anni ha acquistato e ricostruito la lina della Val Venosta Merano-Malles, abbandonata e chiusa dalle Ferrovie dello Stato da oltre 10 anni, sulla quale ha organizzato un apprezzatissimo servizio cadenzato con nuovi moderni convogli, acquistati in proprio. Al sud la ferrovia Lucera- Foggia, ricostuita dopo 40 di chiusura e snobbata dalle Ferrovie dello Stato, ha visto vincere la gara d’appalto da parte delle Ferrovie del Gargano, che con materiale rotabile del tutto simile a quello altoatesino, ha avviato un ottimo servizio».  Ma la montagna pistoiese non è la Val Venosta si potrebbe obiettare. «No – replica Magazzini -, se c’è un’offerta, la domanda risponde: i primi treni del mattino che da Porretta portano a valle i pendolari, dovrebbero proseguire oltre Pistoia, portandoli a Prato e Firenze; viceversa la sera. A cosa serve, invece, avere servizi a metà giornata, in orari in cui c’è richiesta? I treni viaggiano vuoti, e per questo la linea verrà soppressa. Ma non è questo il modo corretto di gestire i sevizi pubblici».

fonte : Il Tirreno Pistoia

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