Per salvare la linea Porrettana puntare su turismo e merci riaprendo lo scalo di Pracchia

febbraio 26th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Il progetto del sindaco di Sambuca punta sull’interscambio tra gomma e rotaia anche per alleggerire il traffico di mezzi pesanti

Pistoia, 26 novembre 2010

Il sindaco di Sambuca, Marcello Melani, preoccupato della possibile riduzione dei servizi sulla ferrovia Porrettana, nella tratta Pistoia-Porretta, o addirittura della sua chiusura, accusa le decisioni e le responsabilità delle Ferrovie che, dagli anni ’80, hanno portato alla drastica riduzione degli utenti su questa tratta. Il sindaco, oltre il comunicato stampa in cui sostiene che la storica linea “Porrettana” sia da salvare, ha idee precise e proposte da avanzare. «Il comune che amministro ha elaborato un documento che da tre anni si trova all’attenzione della Regione Toscana e che è noto anche all’attuale consigliere regionale Gianfranco Venturi che, a suo tempo lo ricevette quale presidente della Provincia». Quali sono le proposte che lei avanza per rivitalizzare questa linea ferroviaria? «Sostanzialmente due, utilizzo della linea a fini turistici e di mobilità delle persone e a fini commerciali, con la riapertura degli scali merci a carro completo di Pracchia e Porretta».  Come? «La stazione di Pracchia dovrebbe diventare l’interscambio per i mezzi su gomma e per gli autobus. Dovrebbero poi esserci cambiamenti sulle corse attuali dei treni come far proseguire fino a Pracchia i treni che, provenienti da Bologna, si fermano a Porretta; inoltre far proseguire verso l’area metropolitana di Pistoia-Prato-Firenze i treni partenti da Pracchia e diretti a Pistoia». Per la parte commerciale? «Un ulteriore e decisivo passo in avanti sarebbe la riapertura dello scalo ferroviario al trasporto merci su carro. Questo alleggerirebbe sia la Regionale 66 sia la Traversa di Pracchia attualmente sovraccariche».  Di questa possibilità si era parlato anche in occasione della reindustrializzazione della ex Se.Di. di Campo Tizzoro. E’ così? «Esattamente. A suo tempo avevo fatto presente che diverse aziende sarebbero state interessate ad insediarsi nella ex Se.Di. se avessero avuto un servizio di trasporto ferroviario adeguato. Ma le richieste non sono andate avanti. Questo servizio sarebbe importante anche per le aziende presenti ora in montagna».

Invece dal punto di vista turistico quali sono le proposte? «Molte soluzioni si potrebbero trovare a partire dall’estate con l’istituzione di treni storici, legati alle escursioni montane-via Francigena; percorso del Cervo; foresta demaniale dell’Acquerino; percorso della castagna; valle dell’Orsigna; le ghiacciaie e le ferriere di Pracchia, linea Gotica e della Resistenza».  E in inverno? «Creando un collegamento ferro-gomma Firenze-Abetone; sempre con Pracchia come stazione di scambio per gli sciatori. Ma non basta questo. Sarebbe necessaria una completa ristrutturazione degli attuali orari dei treni e l’introduzione di fermate a richiesta nelle diverse stazioni lungo il percorso. Come vede volendo le soluzioni a questo stato di cose ci sarebbero».

 

fonte : Il Tirreno Pistoia

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