Luca Ceccobao spiega

marzo 1st, 2011  |  Pubblicato in Interviste

I pendolari vedono in lui l’artefice principale dei tagli dei treni alla ferrovia Porrettana. Sindaci e Provincia lo accusano di non essere stati avvisati, e c’è persino chi chiede le sue dimissioni, come il sindaco di Granaglione.

Pistoia, 1 marzo 2011

Assessore Ceccobao, quali sono i motivi che hanno portato la Regione alla decisione di tagliare drasticamente i treni sulla Porrettana? «In un contesto in cui mancano risorse pubbliche, ci siamo trovati di fronte ad una linea con una media di 197 viaggiatori al giorno, la più bassa della Toscana. Il servizio pubblico dobbiamo comunque garantirlo, anche in presenza di un solo utente che abitualmente sale in una di quelle stazioncine. Ma deve essere un servizio appropriato, altrimenti si rischia di fare un cattivo servizio per tutti gli altri pendolari toscani. La politica giusta è garantire i servizi, ma farlo con appropriatezza in modo da rientrare nei bilanci. L’autobus consente di garantire un servizio alternativo a costi notevolmente inferiori: considerato che i treni su quella linea costavano 2,2 milioni all’anno e i bus 750mila euro, abbiamo un risparmio di circa 1,5 milioni».

Molti cittadini temono che questa scelta sia l’anticamera della soppressione della linea. E’ vero? «Le preoccupazioni sono comprensibili, ma è un timore che smentisco seccamente. La Porrettana non chiuderà, non solo perché è un’infrastruttura storica e di pregio dal punto di vista ingegneristico, ma perché deve rimanere attiva con una continua manutenzione, altrimenti chiuderebbe davvero. Anzi, dico che considerare la sua conservazione solo dal punto di vista turistico-museale, non sarebbe una buona idea: deve invece restare bella vitale e utilizzata. Per questo nell’incontro coi sindaco che ho avuto la scorsa settimana, ho chiesto che si arrivasse a firmare un protocollo dove mettere nero su bianco questa garanzia che la Porrettana non verrà chiusa».

La sostituzione dei treni con autobus sostitutivi è iniziata ieri. Ci sono margini per modifiche e ripensamenti? «Con i sindaci, la Provincia e il Copit abbiamo concordato l’istituzione di un tavolo di lavoro. L’idea è partita proprio dai sindaci, che ci hanno chiesto attraverso una serie di proposte di far viaggiare megli i bus e di rimodulare il servizio di trasporti sulla montagna. E su questo noi abbiamo dato tutta la nostra disponibilità, anche se mi sono meravigliato che questa operazione venga fuori soltanto adesso e non sia stata fatta prima. Quindi, se per ripensamenti s’intende tornare ai treni di prima, la mia risposta è che non ce ne saranno. Se però, anche in base a come andranno le cose in questi primi giorni di cambiamenti, si va verso una seria rimodulazione del trasporto su gomma che sia a costo zero, allora siamo pronti. Mi hanno chiesto, per esempio, di far attestare gli autobus alla stazione di Pracchia per poter prendere il treno. Benissimo. Faccio un altro esempio. Un gruppo di operai della Breda si lamentava perché col nuovo orario non facevano in tempo a prendere l’autobus. Bene, abbiamo subito cambiato l’orario portandolo dalle 17 alle 17,17 e con fermata davanti alla Breda anziché alla stazione, quindi ci hanno guadagnato».

Alcuni, nelle varie assemblee di questi giorni, si sono chiesti come mai sono stati sostituiti con autobus i treni più pieni e non quelli più vuoti, come logica vorrebbe. Qualcuno, con una certa malizia, interpreta la cosa come un favore al Copit. E’ così? «Assolutamente no, nessun favoritismo. Abbiamo deciso di gestire il servizio col Copit perché è un’azienda del territorio e ci garantisce i prezzi migliori. L’accordo con le Ferrovie prevede l’utilizzo di autobus della Sita, ma ci sarebbe costato di più».

Come replica al sindaco di Granaglione che ha chiesto le sue dimissioni? «Non ho alcuna intenzione di dimettermi, devo portare a termine la riforma del trasporto pubblico. Del resto è singolare che un sindaco emiliano dica questo quando la sua Regione non ci mette un euro su questo servizio».

Come è andato il primo giorno con gli autobus sostitutivi?» «Mi pare bene, non ho ricevuto particolari segnalazioni.
Solo un ritardo a Sammommè dovuto al fatto che l’autobus doveva mettere le catene da neve».

Francesco Albonetti
fonte : Il Tirreno Pistoia

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