10 domande a Giovanni Magazzini

marzo 11th, 2011  |  Pubblicato in Interviste

In questo momento di crisi generale lo stato e le amministrazioni tagliano i servizi ai cittadini. Sull’onda di un fantomatico risparmio nel tratto pistoiese della storica Ferrovia Porrettana sono stati sostituiti il 55% dei treni con autobus.


1) Sostituire i treni con i bus. Cosa ne pensa di questa decisione dell’amministrazione toscana?
E’  una scelta  priva di senso:se alcuni treni della linea Porrettana viaggiano vuoti ,ci si deve domandare perche’ non siano frequentati. Se l’orario non e’ utile per le esigenze dell’utenza non ha senso sostituire il treno con l’autobus,infatti questo viaggera’ anch’esso vuoto, cioe’ sara’ ancora uno spreco. Il servizio inutile andrebbe soppresso,e le risorse cosi’ risparmiate andrebbero riutilizzate in un orario piu’ appetibile per il pubblico.

2) Come vede il trasporto su gomma e quello su treno?
Hanno due ruoli differenti:il servizio di massa dovrebbe essere svolto dall’asse ferroviario, quello su gomma dovrebbe convergere ”a pettine”sulle stazioni dislocate lungo l’asse ferroviario,per distibuire piu’ capillarmente i flusso degli utenti  delle localita’ non toccate dalla ferrovia.

3) Sostituire un servizio può rappresentare la volontà di mantenerlo o quella, nel lungo periodo di tagliarlo definitivamente?
Cosi’ come e’ stato strutturato,sembra essere organizzato appositamente affinche’ gli orari degli autobus,piu’ scomodi di quelli dei treni,scoraggino l’uso del mezzo pubblico da parte dell’utenza. Cosi’, se gli autobus viaggeranno ancora piu’ vuoti dei treni, gli amministratori avranno motivo di asserire che il trasporto pubblico  sulla  linea interessata e’ inutile, e vorranno sopprimerlo. Ma questa si chiama malafede!

4) Si parla di sostenibilità, di necessità di inquinare meno ma i vari tagli operati dalle amministrazioni italiane vanno in senso contrario. Come immagina un’Italia, una montagna, un trasporto sostenibile?
E’ indubbio che organizzare il trasporto pubblico in un territorio montano ,scarsamente abitato non sia facile ne’ conveniente :bisogna valutare molto bene le esigenze del pubblico e concentrare le poche risorse nei sevizi essenziali,come gli orari di andata al lavoro e a scuola,e quelli del ritorno.

5) Il taglio dei servizi obbliga i giovani a lasciare i paesi più isolati a favore delle grandi città. E’ possibile a suo giudizio fermare questa emorragia? E se si con quali misure?
E’ proprio questo l’obbiettivo:se si riesce a mantenere i servizi minimi che permettano alla gente di partire al mattino per recarsi a lavorare o studiare ,e ritornare a casa nel primo pomeriggio o a sera,si puo’ ragionevolmente sperare che continui ad abitare in montagna ,evitandone l’abbandono ,il degrado e il dissesto.

6) La popolazione manifesta il proprio dissenso ma nonostante la presenza di leggi e garanzie costituzionali rimane inascoltata. Certi amministratori si permettono addirittura di cacciare rappresentanti di altre amministrazioni o di schernirli. Cosa si può fare per ribadire la sovranità popolare?
Coinvolgere la popolazione,rendendola cosciente che i responsabili della qualita’ dei servizi offerti sono quegli stessi amministratori che da essa vengono eletti.Agli inizi degli anni ’90 si era aperto  un canale di comunicazione tra l’Azienda autonoma Ferrovie dello Stato  e gli utenti,con incontri comuni e pubblicazione di un periodico che poteva accogliere istanze e suggerimenti.

7) Tornando al treno quali misure renderebbero maggiormente appetibile l’uso del treno, in modo tale che i tagli non debbano essere operati?
Nel caso specifico della Porrettana,credo che l’unico modo per salvarla sia dimostrare la sua utilita’ per la popolazione montana che lavora o studia in pianura.A questo scopo bisogna chiederene la ristrutturazione del servizio ,in modo che i primi treni del mattino scendano da Porretta su Firenze,distribuendo i pendolari non solo a Pistoia ,ma anche a Prato e nella zona industriale della periferia fiorentina.La sera il servizio dovrebbe essere inverso.

8) Se la ferrovia risultasse in alcuni momenti poco frequentata cosa farebbe?
Come dicevo al punto 4, se durante la giornata ,le corse non sono utili per la popolazione e’ inutile mantenerle, nemmeno sostituite dagli autobus.Salviamo i servizi essenziali;se poi l’affluenza crescesse a dismisura ,si potrebbero chiedere ulteriori servizi durante la giornata: ma allo stato delle cose mi sembra irrealistico.

9) Come si possono efficacemente integrare il trasporto su gomma e la ferrovia in territorio montano? E’ possibile?
Come dicevo al punto 2 : sicuramente e’ piu’ facile in pianura ,dove la densita’ abitativa e’ maggiore.In montagna e’ piu’ dispersivo,ma- come piu’ volte ribadito- bisogna salvare i servizi minimi,quelli delle ore di punta,lasciando perdere quelli di mezza mattina

10) Un appello alle Istituzioni perché fermino i tagli alle piccole, grandi ferrovie che uniscono il paese
Agli amministratori locali e’ passata la ”patata bollente” delle decisioni sul trasporto locale dal 97/98.Forse non erano preparati a questo tipo di responsabilita’,poiche ‘ per anni ci avevano pensato le Ferrovie dello Stato, o venivano reiterati orari di servizi impostati da decenni,  e mai variati. Ma ora la situazione e’ cambiata,cosi’ come sono cambiate le esigenze della popolazione. E’ necessario favorire lo spostamento di lavoratori e studenti attraverso il mezzo pubblico,in particolare il treno ,perche’ le citta’ dove si recano non reggono piu’ il traffico su gomma ,ne’ di auto ne’ di bus;parcheggiare e’ impossibile o costoso ,e l’aria e’ irrespirabile. La scelta’ e’ obbligata, e seguita in tutti i paesi sviluppati:la ” cura del ferro”. La adottino anche i nostri amministratori,con accortezza ,prestando la stessa attenzione alle esigenze essenziali dei cittadini da loro amministrati che prestano verso tante altre attivita’ meno indispensabili. E ricordandosi che sono i  cittadini che li hanno eletti,fidandosi di loro per amministrare bene.Se gli amministratori vengono meno ai loro compiti,deludendo gli elettori,questi avranno tutto il diritto di non confermarli nel loro mandato.

 

Dr.Giovanni Magazzini

UTP (associazione utenti trasporto pubblico)


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