Evoluzione

marzo 18th, 2011  |  Pubblicato in Rubrica

Evoluzione del Trasporto Pubblico sulla Porrettana attraverso i tempi …

… C’era una volta la Porrettana, una linea bellissima, che valicava monti e valli, regalando, a tutti coloro che la percorrevano, panorami di incomparabile bellezza. Il servizio dei suoi piccoli treni era inappuntabile, d’estate e specialmente d’inverno, quando li si poteva attendere in accoglienti sale d’aspetto riscaldate all’interno di graziose e linde stazioncine … correva l’anno 1960.

Ed un anno più tardi, venne aperta al pubblico anche quella minuscola stazioncina di fiaba, denominata “Castagno”

… Trascorsero gli anni, e si iniziarono ad effettuare i primi, drastici tagli su servizi ed attrezzature: vennero “tagliati” anche gli storici binari di salvamentolanciamento di alcune delle sue più caratteristiche stazioni, come Valdibrana, Piteccio e Corbezzi, ma si costrinse anche la gente ad attendere il treno all’aperto, godendo del panorama e della fresca brezza invernale, sotto scomodissime pensiline di lamiera, poste ad un centinaio di metri dalle vecchie ed accoglienti sale d’aspetto delle stazioni che … in alcuni casi, iniziarono ad essere chiuse a chiave!

Così come chiusi a chiave, lo furono i locali WC, obbligando i viaggiatori in attesa alla ricerca di posti “ombrosi” … Ma sapete poi spiegarmi per quale arcano (o sadico) disegno, oltre a questo, si obbligarono i viaggiatori anche a sostare all’aperto … quando a pochi metri c’era la stazione?

Ed alfine giungemmo all’amato anno 2011, quando non ancora satolli di vessazioni, i responsabili operarono un nuovo provvedimento, volto a “razionalizzare” il servizio, obbligando la gente dei luoghi, un tempo attraversati dalla vecchia ma ancora efficiente ferrovia … a sostare come barboni sui margini delle strade, senza ormai più protezione alcuna, esposti alle intemperie e ad ogni altro possibile pericolo …

Dobbiamo tuttavia riconoscere come tale “evoluzione” del trasporto pubblico lungo la Porrettana sia avvenuta progressivamente, per gradi, forse per far abituare la gente ai tanti miglioramenti di volta in volta adottati. Ma se tutto questo è stato fatto per rendere un miglior servizio (sempre alla gente … nel caso non se ne fosse accorta) sapete spiegarmi perché, questo mezzo che “non inquina”, proposto al posto del treno (elettrico), sia sempre più progressivamente bandito dai centri urbani … per motivi di inquinamento ambientale? Avete mai provato a seguire una corriera in montagna … per 35 chilometri di strada in salita, annusando a pieni polmoni l’aria salubre emessa dai suoi scarichi modello stufa economica del buon tempo antico? No? Allora mi piacerebbe portare a spasso, su una bella spyder, seguendo una di questi ecologici mezzi … chi so io … da Pistoia a Porretta!

Maurizio Panconesi

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