Francesco Guccini

marzo 24th, 2011  |  Pubblicato in Interviste

Paolo Brunetti intervista Francesco Guccini :

In questo momento di crisi generale lo stato e le amministrazioni tagliano i servizi ai cittadini. Sull’onda di un fantomatico risparmio nel tratto pistoiese della storica Ferrovia Porrettana sono stati sostituiti il 55% dei treni con autobus.

1)Sostituire i treni con i bus. Cosa ne pensa di questa decisione dell’amministrazione toscana?
Non credo che questa decisione, al di là di costi e risparmi, di cui non sono precisamente al corrente, possa far bene all’ambiente: i treni non emettono gas di scarico e non intasano le strade.

2)Come vede il trasporto su gomma e quello su treno?
Purtroppo le politiche statali sono sempre state tese ad incentivare solo ed esclusivamente il trasporto su gomma ma basta dare un’occhiata fuori dai nostri confini per accorgersi che tutte le nazioni più evolute ed industrializzate hanno potenziato e valorizzato le linee ferroviarie.

3)Sostituire un servizio può rappresentare la volontà di mantenerlo o quella, nel lungo periodo di tagliarlo definitivamente?
Temo che la seconda opzione sia quella giusta.

4)Si parla di sostenibilità, di necessità di inquinare meno ma i vari tagli operati dalle amministrazioni italiane vanno in senso contrario. Come immagina un’Italia, una montagna, un trasporto sostenibile?
Immagino un investimento sempre più responsabile nel campo delle energie alternative, le cosiddette rinnovabili. Immagino l’adozione generalizzata di comportamenti civili tesi alla riduzione degli sprechi e al consumo critico. Sono anni che la trasmissione radiofonica Caterpillar, attraverso i conduttori, Cirri e Solibello, spiega al suo pubblico di certo ricettivo e sensibile all’argomento- gli indubbi vantaggi di tali comportamenti, sia sulla salute sia sulla bolletta!

5) Il taglio dei servizi obbliga i giovani a lasciare i paesi più isolati a favore delle grandi città. E’ possibile a suo giudizio fermare questa emorragia? E se sì, con quali misure?
E’ ovvio che i giovani decidano di restare a vivere in un posto solo se le opportunità che vi sono offerte – opportunità che vanno a incidere sulla qualità della vita – sono all’altezza di bisogni e desideri. Oltre ai servizi sociali fondamentali, il territorio dovrebbe saper garantire cultura, sotto forma di spazi aperti alla creatività e alla sperimentazione e di occasioni di incontro fra le generazioni. Le istituzioni dovrebbero poter offrire luoghi e momenti in cui le energie di una cittadinanza possano trovare sfogo ed espressione.

6)La popolazione manifesta il proprio dissenso ma nonostante la presenza di leggi e garanzie costituzionali rimane inascoltata. Certi amministratori si permettono addirittura di cacciare rappresentanti di altre amministrazioni o di schernirli. Cosa si può fare per ribadire la sovranità popolare?
Quello che stanno facendo così bene in Nord Africa: organizzarsi e manifestare. Tutti i giorni.

7)Tornando al treno quali misure renderebbero maggiormente appetibile l’uso del treno, in modo tale che i tagli non debbano essere operati?
La possibilità di concordare gli orari di transito del mezzo con le varie attività umane che si svolgono in un determinato territorio: scuola, lavoro, eventi particolari. E naturalmente affidabilità in termini di pulizia e puntualità, come accade da sempre in Giappone.

8) Se la ferrovia risultasse in alcuni momenti poco frequentata cosa farebbe?
Ah, qui bisognerebbe ascoltare le proposte di un esperto di marketing! … per me un servizio pubblico non dovrebbe guardare troppo al profitto. Ma forse bisogna lavorare di più sulla comunicazione, sulla pubblicità: illustrare gli indubbi vantaggi di un mezzo di trasporto che ti permette di leggere, fare conversazione, riposare. Oppure fare leva sul turismo alternativo ed ecosostenibile: ho un cugino che va a fare trekking in montagna e poi torna a casa in treno!  Aumentare le promozioni in occasione di eventi particolari (concerti, manifestazioni, week end che coincidono con feste nazionali). Dare la possibilità di acquistare riviste o cibo.

9)Come si possono efficacemente integrare il trasporto su gomma e la ferrovia in territorio montano? E’ possibile?
Il treno non va dappertutto! Dove si fermano le rotaie ripartono le strade, e le gomme.

10) Un appello alle Istituzioni perché fermino i tagli alle piccole, grandi ferrovie che uniscono il paese
Quanto si risparmia, sul serio, a chiudere queste ferrovie? Con tutti gli sprechi che ci sono è proprio necessario accanirsi sulle ferrovie? Non sarebbe più patriottico, anche in occasione del 150enario dell’Unità nazionale, far conoscere meglio e valorizzare un pezzo di Storia, la prima ferrovia che ha unito il Nord al Sud?
Francesco Guccini

 

 

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