Pensieri marginali

marzo 27th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Lettera di Umberto Erpichini al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi

Pensieri marginali da un territorio marginale.

Signor Presidente, mi chiamo Umberto Erpichini, abito a Pracchia, al centro di quel grande plastico ferroviario in cui viene pian piano trasformato il territorio attraversato dalla ferrovia Porrettana, e non sono nessuno. Nondimeno mi permetto di scriverle poiché rappresento, in un qualche modo, quegli oltre mille sudditi toscani che hanno firmato la petizione del comitato vivalaporrettanaviva , e con i quali il suo assessore Ceccobao, in spregio allo spirito delle belle ed inutili leggi che la Sua regione definisce, con finissima ironia,” sulla partecipazione popolare”, si rifiuta di confrontarsi. Per non annoiarla oltre il dovuto tralascio le affermazioni sulla volontà di mantenere in esercizio la ferrovia, evito anche ogni considerazione sul modo di agire del governo regionale che, mentre critica i tagli del governo centrale, ne adotta ed amplifica i metodi, operando tagli assai più drastici ai danni della popolazione più debole e marginale da esso amministrata, come quella della montagna pistoiese, dalla quale forse non ci si attendeva una reazione così decisa . Ammetto che in questo la Sua amministrazione è forse stata tratta in inganno dall’assoluta ignavia dei rappresentanti pistoiesi nella sua maggioranza.

Mi permetto però di offrirle una mia modestissima riflessione nata in margine alla sua risposta alla lettera di una signora, nella quale Lei afferma, in sostanza:” siete troppo pochi, il servizio è sotto utilizzato, la montagna è troppo spopolata per avere un servizio ferroviario così importante.” La mia memoria, purtroppo, copre un arco temporale abbastanza vasto da ricordare che non è sempre stato così: da tutta la montagna i pullman portavano i passeggeri a Pracchia, ed i treni erano affollati. Ricordo anche quando gli immigrati tornarono a casa, soprattutto dalla Svizzera e dalla Francia, e non poterono costruire le loro case a Pracchia, impediti in ciò dai piani regolatori pistoiesi; ricordo quando le piccole imprese artigianali furono stimolate ad andarsene, attratte da politiche tariffarie e servizi migliori di quelli offerti dal Comune di Pistoia, ricordo quando la stazione di Pracchia fu disabilitata al traffico merci, nonostante avesse un movimento superiore a quello della stazione di Porretta Terme; ricordo quando furono chiuse le scuole, essendo certamente più economico accentrare i servizi, e non importando i disagi a cui vengono sottoposti i nostri bambini, disagi che, tenga presente, possono influire gravemente anche sul rendimento scolastico, e quindi sul futuro, dei ragazzi.

E con tutto questo, e con altro ancora che tralascio, la politica viene a dirci che siamo pochi, e che quindi utilizziamo poco servizi mal strutturati ? Intendiamoci, Presidente, non addebito né a Lei né alle attuali amministrazioni pistoiesi la responsabilità di quanto sopra; non lo addebito neppure ad una presunta volontà distruttiva delle passate amministrazioni pistoiesi; intendo solo affermare, con forza, che talvolta la politica, che ha purtroppo perso l’iniziale maiuscola, possa commettere degli errori che hanno conseguente tragiche sui territori sottoposti a quella che, in mancanza della dovuta umiltà, si trasforma da amministrazione in arbitrio.

Lei ha il privilegio di poter trasformare questa politica in Politica, ascoltando le ragioni delle popolazioni interessate dai provvedimenti del suo assessore, dimostrando nei fatti che non ci considera sudditi ma cittadini. Noi siamo decisi a riconquistare questa dignità fino al punto da ricorrere, ove non fossero percorribili altre strade, alla magistratura, la quale ha recentemente ribadito che nell’applicare qualsiasi protocollo relativo a misure di risparmio, si debba comunque ritenere prevalente l’interesse dei cittadini, interesse che, come dimostrano i numerosi disservizi del servizio sostitutivo da noi raccolti e con certosina applicazione registrati, non è minimamente salvaguardato. Mi rendo conto che questa ipotesi, non rappresenti in alcun caso né per lei, né per la sua amministrazione, né una minaccia ( e non vuole esserlo) né un fastidio, ma quanti saranno in Italia i Presidenti di Regione portati in tribunale direttamente dai cittadini ?

Con ossequio e stima.

 

Umberto Erpichini
Vice Presidente del Comitato Viva La Porrettana Viva

 

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