Sovranità Popolare

marzo 27th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Intervento d’apertura di Paolo Brunetti, presidente del comitato “VIVA LA PORRETTANA VIVA”

Pracchia, 27 marzo 2011 – assemblea pubblica

Dobbiamo davvero, e non e’ una battuta di spirito, ringraziare l’Assessore Regionale alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Luca Ceccobao per la sua dissennata decisione contro la Ferrovia Porrettana. Lo ringraziamo perché il taglio del servizio ferroviario sulla tratta Porretta – Pistoia ha fatto emergere una serie incredibile e insperata di energie in contrasto a questa imposizione. Un fiorire di associazioni (Salviamo la Porrettana, Uniti per la Porrettana) e la nascita del Comitato “Viva la Porrettana Viva” che l’8 marzo ha eletto i suoi organi dirigenti. E che conta tra i suoi tantissimi iscritti interi Consigli Comunali, e personaggi come Francesco Guccini, che ha rilasciato una interessante intervista che compare sul blog (www.vivalaporrettanaviva.org). E poi una miriade di iniziative, documentazioni, suggerimenti, segnalazioni di chi vive in queste montagne. Iniziative di donne e uomini tenaci, determinati, attivi, testardi, creativi… Giovani, tanti giovani… Una ricchezza che le istituzioni, se fossero intelligenti, ripeto “se fossero”, farebbero bene ad acquisire, e a farne prezioso patrimonio. Perché c’è un pezzetto di quei binari, di quelle gallerie in ciascuno di noi, un pezzetto dei nostri antenati, della nostra storia… Quello che il Comitato ha fatto in queste settimane è ampiamente documentato dal blog. Ma tante cose ancora, come lettere ai più svariati soggetti istituzionali, decine di incontri, iniziative giudiziarie, gruppi di lavoro che stanno elaborando proposte per l’immediato e progetti più strategici per l’avvenire della nostra Ferrovia sono in corso a testimonianza della sua attività.

Abbiamo una scadenza prossima, martedì 29, alle 15, davanti alla sede della Regione Toscana, una manifestazione di protesta che il Comitato ha promosso assieme a Legambiente ed al gruppo dei Verdi di Pistoia. Dobbiamo ribadirgli che non siamo “i quattro gatti che pensava”, e che non siamo disposti ad accettare i suoi diktat. Non ultimo quello di un “tavolo tecnico” la cui composizione è da lui stesso decisa (con Provincia, Uncem, Comune di Pistoia, Comunità Montana, Comune di Sambuca) con l’esclusione dei cittadini e delle realtà emiliane, che propone la firma di un Protocollo d’intesa quantomai “politico”. Un tavolo tecnico per un protocollo d’intesa politico ! Una cosa abbastanza strana, non vi sembra ? Un Protocollo d’intesa che, nella sua premessa, dà per scontato ciò che è avvenuto, e cioè il taglio del 55% dei treni. Chiunque firmi quello scellerato protocollo, sia chiaro a tutti, soprattutto a chi siede a quel tavolo, si rende COMPLICE DELLE DECISIONI dell’assessore Ceccobao, e ne risponderà davanti ai cittadini.

Ma entriamo nel merito della questione. Come si evince dalle domande che abbiamo posto a Ceccobao e che vi abbiamo distribuito le ipotesi sono solo due: o c’è stupidità e ignoranza, ma tanta stupidità e tanta ignoranza, o c’è malafede, ma tanta malafede, una malafede figlia di questi tempi bui per il bene comune. E se c’è malafede essa è il risultato di una logica aziendale, per cui valgono solo i conti e i bilanci… ma la differenza tra un Amministratore Delegato e un Amministratore Pubblico dove sta ? L’A.D. deve perseguire l’interesse dell’azienda, l’A. P. quello dei cittadini. Ovviamente eliminando gli sprechi, secondo la logica del buon padre di famiglia. L’interesse pubblico dunque può esserci anche se c’è un disavanzo economico, perché se dovesse prevalere l’interesse privato, allora potremmo arrivare all’assurdo di eliminare tutto ciò che è improduttivo, come gli anziani o i diversamente abili, perché sono un peso per le tasche dell’azienda. E sappiamo che questa tragedia, con questa motivazione, è già successa, non troppo tempo fa, e non troppo lontano da noi.

Le montagne in cui viviamo e operiamo Voi le considerate così… improduttive, e dunque indegne della Vostra attenzione, dalla Vostra logica di “entrate e uscite”. Ma noi, noi montanari, siamo qui tutto l’anno, a presidio del territorio che Voi vi godete nei mesi estivi, per garantire a Voi cittadini l’acqua pura, l’aria buona e l’accoglienza turistica. Quindi noi rappresentiamo una realtà di cui dovreste farVi carico e su cui, anzi, investire. Ma se è la logica aziendale a prevalere è NORMALE che le Pubbliche Amministrazioni diventino COMITATI D’AFFARI, al servizio degli utili aziendali o peggio personali, non al servizio del Bene Comune. Quelli che appaiono come scandali da vari decenni non sono alcune mele marce, sono soltanto la NORMALE CONSEGUENZA DELLA LOGICA AZIENDALE APPLICATA ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Questa decisione di tagliare i treni è l’ultima di una serie di tagli ai servizi pubblici: Poste, istruzione, Salute, Acqua… e la Toscana in questo ultimo caso fu la prima ad imboccare questa strada ! Allora è necessario precisare che esiste un rapporto forte fra Beni Pubblici e Democrazia. Il che significa che la gestione di ogni bene pubblico deve essere sotto il controllo dei cittadini, con la massima trasparenza. Ci sono beni come Energia, Acqua, Salute, Istruzione, Trasporti Pubblici che non possono essere consegnati al privato o alla logica di un bilancio aziendale. E quando questo capita ne succedono di tutti i colori. E si va al disastro: mai tanti incidenti ferroviari come dopo la privatizzazione in Gran Bretagna, per non parlare dei gestori privati dell’acqua (aumento delle tariffe e peggior servizio, Sambuca ne è un esempio, qua vicino a noi), fino alla tragedia giapponese, dove si è privatizzato persino il servizio di controllo delle centrali nucleari. Molti dicono sconsolati, che lo vuole l’Europa. Sì, questa è l’Europa tanto magnificata che abbiamo voluto, dove una Banca centrale, privata, decide le sorti degli Stati… Grecia, Portogallo… e via proseguendo. Ci hanno distrutto lo Stato Sociale conquistato con sacrifici e morti di varie generazioni. Dobbiamo ricominciare daccapo.

Viviamo dunque in un mondo in cui si può dire tutto e il contrario di tutto contemporaneamente, un mondo nel quale si afferma che il treno inquina più dell’autobus, che le guerre sono missioni di pace, che l’aria che esce dagli inceneritori è più pulita di quella che entra, che l’energia nucleare è sicura, che distruggere sorgenti e fiumi di una intera regione dell’Appennino è conveniente e giusto perché ci deve passare l’Alta Velocità… che la gestione dell’acqua è meglio che ce l’abbiano i privati, che è più conveniente mettere gli autobus al posto dei treni. Questo è il mondo di oggi. Un mondo al contrario del buon senso. Dobbiamo ribellarci a questo.

Nello sfondo di questa storia dei tagli alla ferrovia, cari amici, c’è una storia di gente comune: i pendolari, studenti e lavoratori da un lato, e i dipendenti del Copit dall’altro. Se l’azienda pubblica degli autobus ha un problema di esubero di personale e un disavanzo di 1.600.000 euro, frutto di una malgestione che non è colpa né nostra né dei lavoratori del COPIT non la si può risolvere a danno dei pendolari. Il Governo taglia i trasferimenti alle Regioni e la Regione Toscana coglie l’occasione e pensa di prendere due piccioni con una fava. Taglia i treni contro i pendolari, dicendo che i treni sono quasi vuoti, e ci mette gli autobus, per salvare la Copit, che saranno anch’essi ancor più vuoti. Noi non vogliamo una guerra fra poveri. Non vogliamo colpevolizzare il Copit. Ma non accettiamo queste scelte fatte da politici e tecnici arroganti, incapaci, incompetenti, che non capiscono nulla di mobilità ! Non accettiamo questa imposizione, né nel merito né tantomeno nel metodo arrogante e prepotente. Siamo pronti a discutere proposte alternative ma siamo decisi a combattere con tutti i mezzi che ci sono permessi, compresa la disobbedienza civile. I latini dicevano “gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra) poi, negli anni sessanta e settanta si diceva che “solo la lotta paga”. Oggi voglio riprendere un detto di tanti decenni fa, ma che rende bene il nostro stato d’animo: “se insisti e resisti raggiungi e conquisti”. Lo abbia chiaro l’Assessore Ceccobao, lo abbia chiaro tutta la Giunta Regionale Toscana.

Paolo Brunetti
Presidente del Comitato Viva La Porrettana Viva

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