Consiglio Comunale

aprile 18th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Pistoia Consiglio Comunale aperto del 18 aprile 2011

La Regione vuole un progetto.
Decisivo il ruolo del territorio. La posizione dell’ente nell’intervento del dirigente Montella.

Nel corso della seduta del consiglio comunale sulla ferrovia Porrettana ed i tagli del servizio, la posizione della Regione Toscana è stata puntualizzata dal dirigente Saverio Montella. “Due i punti fermi, ha esordito l’ingegnere: la Regione Toscana bada alle esigenze del territorio ed è difficile poterla considerare un nemico”. Innegabili i tagli, che ci sono stati e tuttora ci sono. L’origine è presto individuata: il governo ha tagliato quattro dei cinque miliardi di euro destinati alle regioni. Questo significa 360 milioni in meno nel bilancio 2011 della Regione Toscana. Quanto ad una possibile reintegrazione, Montella ha spiegato che non si tratta di un ripensamento del governo ma dell’autorizzazione che il governo stesso concede alle regioni di compensare i tagli attingendo ai fondi sociali europei e alle risorse destinate alle aree in difficoltà. Per questa via dovrebbero rientrare 150 milioni di euro che porterebbero a 210 milioni le risorse in meno sul bilancio 2011. Ma per attenuare il taglio effettivo, la regione dovrà rinunciare, per esempio, ad investire nel materiale rotabile. Il fabbisogno legato alle linee che la Regione Toscana deve ridurre è di 7 milioni di euro, di cui una quota è sicuramente a carico della Porrettana, anche se non è la sola delle linee interessate. Montella ha continuato affermando che non c’è nemico peggiore della Porrettana di quanti chiedono di mantenere il servizio così com’era: un servizio che o non funzionava o non era tale da rispondere alle esigenze. Montella ha detto che la Regione Toscana vede con grande favore l’idea di progettare un futuro della ferrovia con il futuro del territorio di contesto. Ben venga una progettazione che dimostri che c’è qualcosa di meglio da fare. Il budget regionale è disponibile per attivare interventi diversi. Tenere un treno che viaggia vuoto è un danno sotto molteplici profili. Montella ha dato qualche informazione sul protocollo d’intesa che la Regione è pronta a sottoscrivere con le realtà del territorio. In esso c’è l’impegno a proseguire con l’esercizio della linea ed a valorizzarla anche con politiche complementari di sviluppo turistico. Il protocollo mira inoltre ad un accertamento dell’offerta complessiva in vista di una progettazione che assicuri il migliore utilizzo della linea e individui nel vettore treno l’asse portante. Decisivo il ruolo del territorio e decisiva la sua capacità di proposta.

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Ordine del giorno unitario.
Superati i cinque documenti presentati dai gruppi. Il consiglio approva all’unanimità.

Il consiglio comunale di Pistoia ha approvato un ordine del giorno unitario per il mantenimento, la salvaguardia e la valorizzazione della ferrovia Porrettana. Il presidente Vettori ha concluso il dibattito esprimendo le sua profonda soddisfazione per l’esito unitario della discussione. “PRESO ATTO che a partire dal 28 febbraio 2011, a seguito della D.G. 1174/2010, sono state sensibilmente ridotte le corse previste fino ad allora sulla linea ferroviaria Porrettana ed è stato attivato un servizio di autobus sostitutivo sulla cui efficacia sono state sollevate critiche riguardo ai tempi di percorrenza ed ai problemi di collegamento con alcuni paesi della montagna pistoiese; PRESO ATTO inoltre che tale decisione è stata assunta senza il necessario coinvolgimento e il preventivo ascolto delle popolazioni interessate, o delle loro rappresentanze, che potesse mettere a fuoco i bisogni ed i limiti sostenibili di una riorganizzazione del servizio che, in effetti, presenta da tempo dati di scarsa utilizzazione da parte dell’utenza; OSSERVATO CHE la scarsa utilizzazione non potrà che aumentare, dato che è ragionevole presumere che le persone che oggi utilizzano la linea ferroviaria Porrettana, per ragioni di studio o di lavoro, saranno ulteriormente disincentivate a farlo a causa della riduzione delle corse e che saranno costrette, invece, a privilegiare il mezzo privato, con i noti effetti che ciò comporta in termini di inquinamento e di pericolo ( soprattutto su strade dalla difficile praticabilità ); VISTA l’importanza storica della linea ferroviaria Porrettana e la sua valenza come asse di collegamento delle principali località del territorio periferico collinare del Comune di Pistoia e degli altri comuni della montagna pistoiese, sia con il territorio bolognese che con la città di Pistoia e con l’Area metropolitana Pistoia-Prato-Firenze, nonché come asse storico nelle comunicazioni fra il nord e il centro Italia; RITENUTO necessario svolgere un’azione a supporto delle residenze montane e degli insediamenti produttivi presenti in montagna; PRESO ATTO CHE la ferrovia, infine, rappresenta una modalità ecologica di mobilità da preferire al trasporto su gomma, soprattutto in zone montane caratterizzate da condizioni ambientali difficili soprattutto nella stagione invernale; TENUTO CONTO delle difficoltà sopraggiunte per il trasporto pubblico locale a seguito dei tagli operati sui trasferimenti ai fondi regionali preposti a seguito della manovra finanziaria; dopo ampio e articolato dibattito IL CONSIGLIO COMUNALE DI PISTOIA – esprime contrarietà verso la scelta compiuta dalla Regione toscana in riferimento al pesante ridimensionamento ( pari al 55% ) di un servizio fondamentale per il territorio collinare e montano del Comune di Pistoia e degli altri comuni delle provincia di Pistoia e della Provincia di Bologna, per le problematicità descritte in premessa; – dichiara di attribuire al trasporto pubblico, in generale, e alla linea porrettana, in particolare, importanza strategica a garanzia della mobilità di pendolari e turisti, oltre che di contenimento dell’inquinamento, tutela dei collegamenti infraregionali e nazionali e utilizzo in caso di calamità naturali da parte della Protezione civile; – chiede alla Regione toscana di rivedere la decisione assunta, attraverso un percorso condiviso con tutti i soggetti interessati ( Enti, Istituzioni, Associazioni del territorio toscano ed emiliano ), a partire dal ruolo guida della Provincia di Pistoia, per dar luogo a tutte le iniziative utili al rilancio della Ferrovia Porrettana, attraverso la sottoscrizione in tempi brevi di un protocollo d’intesa che vincoli al raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) riconsiderazione delle attuali modalità organizzative del servizio, anche sulla base delle proposte che perverranno dagli Enti locali e dalle Associazioni del territorio; b) mantenimento nel tempo di un appropriato livello tecnico funzionale dell’infrastruttura ferroviaria Porrettana, con l’auspicio che la Regione Toscana si renda parte attiva nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana sino al 2014 e comunque con qualunque affidatario del contratto di servizio risulti dopo tale data; c) riconsiderazione dell’organizzazione complessiva del trasporto pubblico nella collina e montagna pistoiese con una forte integrazione tra trasporto su gomma e trasporto su ferro, attraverso la valorizzazione del ruolo di Pracchia come punto di interscambio tra trasporto su gomma e quello su rotaia e a partire da un maggiore e più frequente collegamento della stazione ferroviaria di Pracchia in primis con la stazione di Pistoia e con servizi diretti con i capoluoghi regionali di Firenze e Bologna; d) sostegno di tutte le possibili azioni di sviluppo del traffico merci che possano originarsi sulla stazione di Pracchia, con la riattivazione del suo scalo merci, per tutto il sistema produttivo della montagna pistoiese”.

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Intervengono il sindaco e i capigruppo.
Una linea da salvaguardare per la vitalità del contesto economico e demografico della montagna.

Pagliai, capogruppo UDC, ha sostenuto che il potenziamento della Porrettana dovrebbe basarsi sul suo collegamento con Firenze a favore di un turismo che alla densità delle occasioni urbane unisce il respiro della montagna. E’ in questa prospettiva che bisogna investire. Leonardo Soldati, consigliere IDV, ha ripreso gli aspetti di novità dell’ordine del giorno presentato dal suo gruppo, in particolare la valorizzazione di Pracchia come punto di interscambio. Daniela Simionato, capogruppo della Lega, ha definito un eufemismo il cosiddetto ridimensionamento della linea: 12 corse in meno sono un vero e proprio taglio. “La montagna è dimenticata. Dov’era la Regione, che ora parla di specificità della Porrettana?” Lombardi, consigliere dei Verdi, ha sostenuto l’opportunità che il consiglio si pronunci con un documento condiviso. “Concretamente, bisogna che tutti ci attiviamo perché la parte toscana dei nuovi fondi nazionali destinati al trasporto vada alla Porrettana”. Secondo Guiducci, consigliere PD, la Porrettana, che ora muore a Pistoia, dovrebbe essere messa in stabile collegamento con il territorio metropolitano. Capecchi, capogruppo PdL, si è augurato che il protocollo di valorizzazione della ferrovia venga presto portato in consiglio comunale. “Il progetto di rilancio, ha detto Capecchi riferendosi alle risorse attivabili, deve arrivare prima del 2014. Rispetto ai cittadini, c’è stato sicuramente un errore di coinvolgimento e di comunicazione”. Secondo Roberto Bartoli, consigliere PD, perdura una contraddizione di fondo: si parla di politiche che dovrebbero potenziare il mezzo pubblico, in particolare ferroviario, e si mantiene nel contempo un’area metropolitana Lucca-Firenze sprovvista di collegamenti all’altezza del territorio. “L’idea centrale è che la montagna vive di montagna, come insegna il Mugello, rilanciato dalla forza delle cooperative”. Bartolomei, consigliere FLI, ha detto che l’insostenibilità di 300 passeggeri su 22 corse è un argomento forte. D’altro canto, non si può pensare di finanziare la Porrettana con i biglietti delle corse. La linea è necessaria alla salvaguardia del contesto economico e demografico. Occorre una revisione calibrata, memore dell’errore madornale della soppressione della linea FAP. I comuni dovrebbero integrare la dotazione regionale nel finanziare il mantenimento della linea. Lido Berti, capogruppo dei Comunisti per Pistoia, ha ribadito l’origine governativa dei tagli che alla fine hanno messo in forse la Porrettana. “Tutti i comuni devono contribuire. Le istituzioni devono impegnarsi maggiormente e valorizzare la linea”. Mazzieri, capogruppo PD, ha detto che la Regione aspetta delle proposte di lungo respiro, aspetta dei progetti. “Partendo dall’insostituibilità della Porrettana, occorre elaborare uno scenario di rilancio. Occorre un colpo di reni e presentare delle idee”. Il sindaco Renzo Berti ha concluso il dibattito ricordando che esso non esaurisce la riflessione: “penso al lavoro del tavolo tecnico che dovrà portare alla definizione di un protocollo d’intesa”. “La vicenda Porrettana non mi è piaciuta. A quel percorso non abbiamo partecipato, non lo abbiamo voluto. Comunque, non è che la Regione se la sia presa con la Porrettana. La politica governativa ha tagliato l’80% delle risorse. Guardiamo in faccia la realtà: la Porrettana può anche scontare un deficit di attenzione, ma l’utenza è oggettivamente scarsa. Questo non significa affatto chiudere baracca e burattini. Le politiche per la montagna devono essere politiche di investimento. Dobbiamo cercare di interpretare la situazione in termini propositivi e fare di tutto perché nel protocollo d’intesa ci sia il punto fermo della salvaguardia della Porrettana. La sua valorizzazione passa per il servizio in sé, con la sua integrazione con il versante emiliano e con l’area metropolitana. Altro aspetto è l’integrazione gomma ferro, in cui resta prioritario il servizio ferroviario. Il trasporto su gomma va organizzato in modo tale che i treni servano il più possibile”. Il sindaco ha concluso ringraziando tutti i partecipanti e, in particolare, le Pro-loco, sempre presenti sul territorio, problemi compresi.

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Presentati cinque ordini del giorno.
Intervento introduttivo dell’assessore Pallini. Prendono la parola rappresentanti della Provincia e della Regione.

La seduta consiliare sulla Porrettana è iniziata con un intervento di inquadramento generale svolto dall’assessore Riccardo Pallini. “Il criterio non è quello di pensare alla Porrettana semplicemente in termini di costi. E’ riduttivo. Mantenere servizi come questo, ha continuato Pallini, significa impedire che il territorio decada. Molte stazioni rischiavano di essere eliminate. Il comune di Pistoia, avendole in comodato gratuito, le presidia e le mantiene attive. Recentemente, abbiamo destinato risorse alla manutenzione dei sentieri che collegano le varie stazioni. La situazione attuale del servizio ferroviario dipende evidentemente da una forte carenza di mezzi finanziari. Oggi assistiamo a tagli nella spesa, ma senza una visione di sistema la linea rischierà ancora di più. Occorre un impegno forte perché la Porrettana non venga chiusa e il servizio venga mantenuto. Il gruppo tecnico degli enti istituzionali deve attivare degli incontri con le associazioni locali. Il comune di Pistoia conferma gli accordi con Rete ferroviaria italiana sulle stazioni e sul museo dei rotabili storici. Tutti devono impegnarsi a cercare risorse aggiuntive per un progetto più complessivo della linea, intesa quale motore di promozione del territorio”. Pallini ha proposto la redazione di un protocollo di collaborazione che tutti gli enti dovranno sottoscrivere. Margherita Semplici, consigliere PDL, ha presentato, per conto del suo gruppo, un ordine del giorno che riconosce importanza strategica alla linea Porrettana ed esprime netta contrarietà alle scelte della Regione Toscana. Il documento si chiude con l’auspicio che tutti i comuni interessati, attraverso un approfondito dibattito, arrivino ad una soluzione che ponga le basi per un rilancio della storica ferrovia. Un ordine del giorno è stato presentato anche dal gruppo dei Verdi Arcobaleno. Ne ha parlato il consigliere Lombardi. Fra le richieste, il ripristino delle corse e l’ammissione del comitato d’iniziativa popolare al tavolo tecnico regionale. Il gruppo PD, dopo un ampio preambolo sul valore storico, ambientale, socio-economico della linea, critica la scelta regionale di ridimensionare pesantemente il servizio, chiede che vengano riconsiderate le attuali modalità organizzative per un migliore adeguamento alle esigenze di mobilità delle popolazioni servite, propone il mantenimento “del livello tecnico funzionale appropriato dell’infrastruttura fino al 2014 ed oltre”. Il gruppo IDV ha presentato un documento che coincide per gran parte con quello del PD. Aggiunge la proposta di inserire sulla linea il servizio di fermate a chiamata. Insiste inoltre sulla integrazione fra trasporto su gomma e trasporto su ferro “valorizzando il ruolo di Pracchia come punto di interscambio” e come punto di riferimento di un maggiore e più frequente collegamento con la stazione di Pistoia. Il documento chiede anche che venga sviluppato il traffico merci sulla linea. Bartolomei, consigliere FLI, dopo aver notato che i tagli portano ad un risparmio di 500.000 euro, tutto sommato esiguo, ha invitato la Regione Toscana “a rivalutare completamente la situazione riducendo l’entità economica dei tagli”, ad aumentare di nuovo il numero delle corse quotidiane e a rimodularle concentrandole negli orari di maggiore affluenza”. La presidente dell’amministrazione provinciale, Federica Fratoni, ha detto che gli enti devono sottoscrivere un accordo nei termini descritti dall’assessore Pallini, in funzione di un progetto di generale rilancio. Di necessità bisogna fare virtù. Le risorse sono poche. “Dobbiamo cogliere l’occasione per mettere in campo un progetto vero di valorizzazione. Tre i punti di fondo: forte integrazione gomma ferro; confronto con il territorio, che è sicuramente mancato ed occorre recuperare; un progetto più complessivo di rilancio”. Gianfranco Venturi, consigliere regionale PD, ha confermato il ruolo strategico della linea. “Dobbiamo favorire un progetto che punti ad un incremento dell’utenza”. Se non ci fossero confini amministrativi, potrebbe essere Pracchia la porta sul versante nord. “Dovremmo chiedere alla Regione di integrare i nostri sacrifici collaborando al progetto di rilancio. Individuiamo il progetto, diamoci degli obiettivi e definiamo un tempo di attuazione”. Il rappresentante delle comunità montane ha sostenuto la necessità inderogabile di un tavolo comune fra le istituzioni toscane e le istituzioni emiliane. Il consigliere regionale della Lega, Gambetta Vianna, ha definito il servizio della Porrettana un servizio reso ai ceti più deboli della popolazione: “la Regione deve fare tutto il possibile per non dismettere questa linea. Si possono trovare in altri capitoli le risorse per mantenerla in vita”. Secondo la consigliera PD Caterina Bini il ruolo strategico della linea non è mai stato messo in discussione. La Regione non ha mai inteso dismettere la Porrettana. Occorre però aumentare l’utenza. Il presidente della circoscrizione 3, Silvano Pocci, ha mostrato gli svantaggi di un sostituzione del treno con l’autobus, che esclude due centri importanti: Corbezzi e Castagno. “La cosa che più dà fastidio ai cittadini della zona è il servizio sostitutivo”. Pocci ha sostenuto la necessità di rimodulare gli orari del servizio ferroviario. La Regione deve rivedere le decisioni assunte. Rafanelli, presidente della Pro-loco di Sammommè, ha presentato alcune proposte sulla rimodulazione degli orari della ferrovia in base alle effettive esigenze degli utenti, da accertare con incontri sul territorio. Il rappresentante del comitato d’iniziativa popolare “W la Porrettana”, Paolo Brunetti, ha osservato che il taglio della metà delle corse non va d’accordo con il ruolo strategico della linea su cui anche la Regione sarebbe d’accordo. “Il treno non si può sostituire. La gomma deve essere al suo servizio. In questa ottica si può realizzare qualcosa di completamente diverso da quanto è stato deciso”. Il rappresentante della Pro-loco di Pracchia ha detto che è cambiato l’approccio al problema: da analitico a sistemico, che valuta le criticità ma mette in conto anche le potenzialità.

 

fonte : Comune di Pistoia

 

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