Intervento Erpichini

aprile 18th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Intervento di Umberto Erpichini – Presidente della Pro-Loco di Pracchia
Comune di Pistoia – Consiglio Comunale Aperto

Pistoia, 18 aprile 2011

Sig. Presidente Sig. Sindaco, Sig.ri tutti qui presenti,

in margine ad alcune prese di posizione lette sui giornali, un paio di giorni fa ho dichiarato, a chi me l’ha chiesto, che a mio avviso è finito il tempo della protesta e si apre quello della proposta.  Confermo questa posizione ma preciso che non credo che questa sia la sede per presentare  proposte di lavoro che, per la loro complessità hanno necessità di essere esaminate da un tavolo tecnico, al quale auspico possano partecipare tutte le forze che si sono mosse per la salvaguardia della funzionalità della linea Porrettana. Eventualmente solo in un secondo tempo, una volta fatta sintesi delle parti più nobili delle proposte, queste debbono essere presentate a questo consesso perché le adotti e, spero con univocità di intenti, le presenti alle autorità regionali. Credo invece che questi siano il luogo ed il momento adatti ad una più ampia riflessione, ed è proprio sulla  base delle modeste riflessioni da me fatte che  la prima parola che voglio pronunciare dinanzi a voi è un sentito grazie.

Un  grazie sentito e non formale, come sarà evidente se mi è permesso esprimere una mia lettura del senso della vostra convocazione di oggi. Nel fatto di  aver dato la parola ai presidenti delle pro loco, che fra tutte le figure che lavorano per il territorio sono certamente quelle che hanno un’ importanza minore, almeno dal punto di vista istituzionale, leggo la decisa volontà di aprire con i cittadini un percorso di dialogo e partecipazione. A questa lettura se ne aggiunge un’altra: le pro loco non hanno centri ispiratori di destra o di sinistra. Esistono solo le necessità del territorio ed il lavoro da fare per soddisfarle.  Così io spero che la risposta alle necessità del nostro territorio delle quali oggi parliamo, possa essere ampiamente dibattuta, possano essere discusse le varie soluzioni e, una volta condivise, possano queste essere portate avanti con una sola potente voce: quella dei cittadini che si esprimono attraverso le proprie istituzioni; una voce assai più forte, assai più chiara di quanto possano essere anche mille voci ma di parte.

Un ultimo elemento che scorgo nella vostra convocazione di oggi è quello relativo ad una diversa impostazione mentale, potremmo dire forse filosofica, nell’affrontare il problema della Porrettana; una diversa impostazione dalla quale però discendono importanti conseguenze pratiche: fin qui si è affrontato il problema del trasporto sulla porrettana  con una visione analitica, per sua stessa natura  parziale perché isola ogni elemento dal suo contesto e si limita ad una elementare considerazione sui costi e sui ricavi e ad avere, di conseguenza, una visione parziale del problema, poiché con tale prospettiva ogni elemento viene isolato dal suo contesto e privato del suo vero significato, fino ad agire nei modi che sono stati adottati fino ad oggi e dei quali tutti conosciamo gli effetti. Voi date segno di voler passare ad una visione sistemica delle cose, quella che dovrebbe essere propria della politica, dove ogni elemento viene esaminato nella sua relazione con l’insieme,  valutato certo nelle sue criticità , ma  cercando nel contempo di valutarne anche le potenzialità e di svilupparle; cercando di far si che il rapporto fra costi e ricavi sia posto in relazione non solo ad un elemento, ma ad un comprensorio e ponendo come postulato che alla fine di ogni considerazione la discriminante non possa essere il solo conto economico ma l’interesse dei cittadini. A mio avviso chi segue il pensiero analitico può essere solo un modesto amministratore; mentre la politica non può che accostarsi ai problemi con un approccio sistemico

Concludendo il mio intervento voglio spendere due parole per chi si è stupito della forza, dell’immediatezza, della trasversalità della reazione dei montanari tosco emiliani alle misure sulla ferovia Porrettana. Questa forza, questa decisione possono stupire solo chi non ci conosce o chi, conoscendoci  ha  dimenticato l’attaccamento della gente di montagna per il suo territorio. Per noi la ferrovia transappennina non è un manufatto, non è un mezzo di trasporto, ma una vera e propria caratteristica ambientale, che attraversa insieme il nostro territorio ed il nostro modo di vivere e quindi non può essere sostituita ne da autobus ne da altro.

 

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