Pane al pane e vino al vino

giugno 26th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

 

Intervento di Paolo Brunetti, presidente del comitato “Viva la Porrettana Viva”, all’assemblea a pracchia del 26 giugno

Dunque nessun fatto concreto a difesa dei treni. anzi, nuovi orari ancor peggiori. E treni soppressi. Abbiamo invitato i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione per darci delle risposte in merito. E la risposta che avete sentito si commenta da sola. I tagli sono confermati. Il resto sono chiacchiere.

Mi rivolgo a voi soprattutto, GENTE della MONTAGNA…

Ci stanno togliendo servizi essenziali alla sopravvivenza: Trasporti, Poste, Ospedali… e la risposta alle nostre proteste, nel caso migliore, è consistita in una marea di parole, parole e parole. Questa gente, questi “politici”, questi “amministratori”, sono, nella stragrande maggioranza dei casi, una marea di imbroglioni. Preoccupati solo di mantenere le loro sedie che, di solito, sembrano ben remunerate. E sono pagati proprio per imbrogliare i cittadini che in buona fede li votano. Ma volete sapere il perché del loro comportamento ? Cercherò di spiegarvelo nel modo più conciso possibile.

Questi “politici”, questi “amministratori”, non sono ‘malvagi’. Sono il prodotto della politica di questi ultimi decenni: dei servi ben remunerati. Servi degli interessi privati ai quali essi stessi hanno consegnato pressoché tutti i servizi di interesse pubblico: Acqua, Sanità, Energia, Rifiuti, Trasporti urbani, Treni, Aerei, Poste, Telecomunicazioni, Banche, Assicurazioni, Gas, Elettricità, Cimiteri, Educazione, Formazione, Servizi di sicurezza sociale…

A partire dagli anni ‘80 si è proceduto, con martellanti campagne di stampa, a svalorizzare il pubblico (definito inefficiente, clientelare, conservatore) ed a “celebrare” i vantaggi del privato. Quest’ultimo è stato considerato sinonimo di efficienza, redditività, trasparenza, flessibilità, spirito innovatore. Il mondo dell’economia (industria e finanza) ne è stato l’ispiratore.

Di conseguenza agire nell’interesse pubblico è diventato completamente ‘fuori moda’. Quello che conta è il denaro, il saper ‘fare i soldi’, il business, il bilancio in attivo.

Le Cooperative, già da molto tempo, hanno privilegiato il guadagno allo spirito di mutuo soccorso per il quale erano nate; le Aziende Municipalizzate, trasformandosi in Società per Azioni, svincolate dal controllo municipale hanno sostituito gli interessi privati a quelli pubblici; le Usl (Unità Sanitarie Locali), trasformandosi in Aziende Sanitarie Locali (Asl), privilegiano gli utili di bilancio alla salute individuale e collettiva; la Scuola e l’Università, coinvolte anch’esse nel processo di aziendalizzazione, tralasciano il compito di istruire e di formare individui culturalmente preparati, diventando funzionali al solo mondo del lavoro: si deve imparare quello, e solo quello che servirà alle imprese per funzionare meglio e fare più profitti.

A distanza di tre decenni dall’inizio di questo processo, si può tranquillamente constatare quanto fosse vero lo slogan di coloro che si opponevano a questo cambiamento: “la privatizzazione ci priva!”. Perché i risultati, come previsto, sono stati il contrario di quanto propagandato, e cioè servizi meno efficienti, prezzi enormemente accresciuti, lavoratori di quei servizi più sfruttati.

Questi sono gli splendidi risultati delle tanto magnificate Privatizzazioni, CULTO della Destra e grande VANTO della Sinistra !

Dietro ogni cambiamento strutturale c’è sempre un cambiamento di paradigma culturale. Negli ultimi decenni la cultura vincente è stata la cultura del denaro: e nulla è sfuggito a questa mutazione genetica. Il nuovo paradigma prevede che tutte le risorse della terra e tutti gli esseri viventi (comprese le parti del corpo umano) siano considerate come merce, e dunque come qualcosa che, avendo un costo e un prezzo, si può vendere e commercializzare.

La vita intera, in tutti i suoi aspetti, è diventata un’attività a pagamento.

Se prima un servizio pubblico (treno o autobus nel nostro caso) aveva un Costo (che i cittadini rimborsavano attraverso la tariffa) ora il servizio privato ha un Prezzo.

Il Costo era fissato dal Comune attraverso la tariffa, il Prezzo lo decide il Mercato.

Il Comune deve difendere l’interesse pubblico. Il Mercato difende l’interesse privato, e cioè il Profitto.

In modo ancora più semplice: quando un servizio pubblico viene affidato al privato, sarà il privato a decidere la politica di quel servizio. Sarà Publiacqua a decidere sul servizio idrico e sul suo prezzo, o Publiambiente sui rifiuti, o Trenitalia sulla ferrovia, o il Copit sul trasporto su gomma e così via dicendo.

E il Comune, la Provincia, la Regione, lo Stato dunque che ci stanno a fare ? Quello che abbiamo detto prima: gli imbonitori, gli imbroglioni. Stanno lì, ben remunerati, ostaggi di quei privati cui hanno venduto i pubblici servizi, a cercare di convincere i cittadini che li hanno eletti che il privato fa il loro interesse, che quello che conta, in un servizio, sono le entrate e le uscite, e che il servizio deve dare un profitto… ragionamenti, lo abbiamo già detto e lo ripetiamo, da Amministratore Delegato e non da Amministratore Pubblico. Il Sindaco di Pistoia e la Presidente della Provincia se la son presa perché li ho definiti come i “ladri di Pisa”, poiché facevano finta di cadere dalle nuvole dopo il taglio dei treni. Ma lo ribadisco, erano tutti d’accordo, Regione, Provincia e Comune. Ci sono i documenti che li inchiodano.

E quando un amministratore pubblico è ostaggio dei privati il malaffare è alle porte, è la conseguenza logica e inevitabile. Basta leggere le notizie delle miriadi di inchieste in corso nel nostro paese. Sono ostaggi dei privati gli Amministratori Pubblici che hanno ceduto i servizi così come un manipolo di banchieri privati e spregiudicati decide le sorti degli stati europei rendendo ostaggi i loro Governi e impadronendosi delle ricchezze dei loro cittadini. Questo è il risultato della Moneta europea e della Privatizzazione delle Banche Centrali. Leggetevi Ida Magli nel suo splendido “Contro l’Europa”.

Queste affermazioni appaiono provocatorie in tempi in cui qualsiasi verità è taciuta, avvilita, vanificata. Ma è nostro compito, appunto, dire pane al pane e vino al vino.

E allora, che possiamo fare noi cittadini, noi pendolari, noi montanari ? Possiamo smettere di farci imbonire, possiamo punire questi Amministratori col voto alle prossime Amministrative, possiamo e dobbiamo credere che è possibile cambiare la situazione. Così come abbiamo fatto col recente referendum. Se le Istituzioni non fanno quadrato a difesa dei propri cittadini (così come invece è successo a Granaglione a difesa dell’acqua), tocca ai cittadini essere più vicini alle Istituzioni, talmente vicini da fargli sentire il fiato sul collo. Dobbiamo avere, tutti noi dei Comuni che gravitano sulla Ferrovia Porrettana, uno scatto d’orgoglio. I cittadini dei Comuni che hanno firmato il protocollo d’intesa si preparino ad una grande manifestazione di protesta, e chiedano ai loro Sindaci di parteciparvi con la fascia tricolore. Dove ? Lo decideremo prestissimo.

Bisogna difendere la montagna e farsi valere. Se non sapremo difendere i nostri territori ne varrà la vita delle generazioni future, e la Regione Toscana riuscirebbe, nel 150° dell’Unità d’Italia, a riportare la situazione a prima del 1860.

A fare cioè quello cui da tempo ha rinunciato la Lega: dividere l’Italia in due.


Il presidente del Comitato “Viva la Porrettana Viva”

Paolo Brunetti

Scrivi un Commento

Current ye@r *

Commenti recenti

    Calendario

    giugno: 2011
    L M M G V S D
    « mag   lug »
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930