Motivi per riflettere

luglio 6th, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Riflessioni di Piero Giovannelli sulle circostanze che ruotano intorno i tagli alla ferrovia Porrettana

 

Interrompo un lungo silenzio in un momento in cui mi sembra il caso di doverlo fare senza frapporre ulteriori indugi.

Prendo spunto da un documento PD inviatomi qualche tempo fa ed intitolato: “Una provincia competitiva, solidale, coesa”.

In parte un normale documento, contenente anche cose giuste, se vogliamo, fermo restando che poi tutto dovrà passare al vaglio dei fatti e delle realizzazioni concrete delle cose che si dice di voler fare.

In parte, però, un documento contenente anche cose generiche, non chiare, come minimo non prioritarie o addirittura inutili e dannose.

Come ad esempio i discorsi sulla terza corsia dell’autostrada o la necessità di “adeguare” l’aeroporto di Peretola, immagino, con una ulteriore pista, cosa che in ogni caso esula alla grande dai poteri e dalle capacità del PD pistoiese e più in generale delle amministrazioni pistoiesi.

Come pure ci sarebbe molto da dire sul discorso sanitario-ospedaliero; l’ospedale a molti che però stanno in silenzio per calcolo o timore, appare una “cattedrale nel deserto”, una opera faraonica di dubbia utilità e voluta testardamente costruire nel luogo sbagliato, dove, tanto per cominciare, c’è una bella falda acquifera superficiale, nonchè tanti altri problemi e spese da affrontare prima che il tutto entri in funzione (se mai quel momento arriverà).

Riterrei allora opportuno che il PD pistoiese iniziasse ad occuparsi di cose, magari meno costose, meno faraoniche, ma molto più vicine alle esigenze della gente comune.

Per esempio, il problema dei collegamenti, sia su gomma che su rotaia, tra Pistoia ed i centri vicini, a cominciare da Firenze, ma non solo.

Lo sanno gli estensori del documento che Pistoia è di gran lunga la cenerentola per quanto riguarda i collegamenti? Lo sanno che per raggiungere Firenze il servizio di autolinee Lazzi è ridotto al lumicino, come conseguenza non solo e non tanto dei tagli governativi, che per molti sono una comoda foglia di fico dietro alla quale pararsi per nascondere sprechi ed incapacità? I tagli ci sono stati per tutti, ma là dove ci siano amministratori un pochino più capaci di quelli pistoiesi (e per incapacità, tra tutti brilla l’assessore alla mobilità della Provincia, che non è capace neppure di scrivere una lettera al suo omologo regionale per richiedere che corse Lazzi, già programmate per Montecatini, effettuino una fermata anche a Pistoia) le cose vanno in maniera completamente diversa che da noi.

E su  questo aspetto, dico subito che nè il sottoscritto, nè tanti altri suoi compagni di viaggio tollereranno che si alzi il primo sprovveduto a dire che i pistoiesi hanno il treno.

 Il treno lo hanno anche a Prato o nelle altre città, ad esempio, ma da nessuna altra parte ci sono stati i tagli Lazzi o di altre aziende che ci sono stati a Pistoia; il tutto, è bene ricordarlo, a partire dalla demenziale idea di una mente illuminata che, ormai diciassette anni fa fece togliere l’Agenzia Lazzi da Pistoia.

Lo sanno inoltre gli estensori del documento che là dove, invece, sarebbe necessario il treno, cioè sulla linea Porrettana, il treno è stato in gran parte tolto, per sostituirlo con corse CO.PI.T buone solo per fare un piacere all’azienda, in forte deficit, ma inutilissime ai fini di un concreto servizio agli utenti? Secondo chi ha studiato la cosa, l’autobus è per caso in grado, come il treno, di entrare in galleria e collegare, in poco più di tre kilometri, Sammommè con Pracchia, tanto per dirne una sola? Oppure, Piteccio, Corbezzi, Castagno, ancora Sammommè tra di loro? Bisogna essere proprio delle belle menti per pensare questo; oppure avere la presunzione che i cittadini, gli utenti, gli elettori, chiamateli come vogliamo, siano una massa di pecore rassegnate. Troppo spesso è così, ma sarebbe auspicabile che questa fase avesse termine.

A proposito delle vicende della “Porrettana”, le quali coinvolgono pesantemente anche il versante emiliano, vorrei sottolineare come, avendo partecipato a due assemblee a Pracchia sull’argomento, una cosa mi è saltata all’occhio in maniera evidente ed incontrovertibile: la palese e schiacciante superiorità pratica, concettuale, intellettiva degli amministratori emiliani rispetto ai nostri.

Pur essendo  di area P.D anche loro, come quelli toscani (e quindi la appartenenza o la contrapposizione politica non c’entrano niente in questo caso) appare evidente come il loro scopo sia con chiarezza quello di difendere i diritti dei cittadini, senza distinguo e senza calcoli di bassa lega o contorsionismi dialettici; lo scopo dei toscani  appare quello di galleggiare mediocremente a metà tra mezze verità, distinguo capziosi o chiacchiere totalmente campate in aria.

Se si fa un confronto tra gli interventi, ad es, del sindaco di Granaglione o dell’assessore alla mobilità del Comune di Porretta da una parte e quelli degli assessori alla mobilità rispettivamente del Comune di Pistoia e della Provincia di Pistoia, si ha l’impressione, per dirla in gergo calcistico, di trovarci di fronte da una parte il Barcellona e dall’altra l’Albinoleffe (seconda squadra di Bergamo).

Per passare più specificatamente ai problemi del CO.PI.T  (un vero e proprio “buco nero” che a Pistoia assorbe, turba e devia le risorse che potrebbero essere destinate ad altri rami del Trasporto Pubblico Locale), e del collegato C.T.T (Consorzio Toscana Trasporti) sanno gli estensori del documento che:

1) il CO.PI.T ha tagliato servizi anch essenziali (corse per l’ospedale di Careggi, ad esempio) all’insaputa di comuni tipo Poggio a Caiano, venendo così meno al dovere della giusta informazione stabilito nella “Carta dei Servizi” della soc Blu- Bus?

2) Il servizio CO.PI.T da Firenze a Pistoia viene effettuato utilizzando mezzi arancioni da trasporto urbano, scomodi ed insicuri nelle tratte lunghe, e che tutte le corse, dallo scorso 9/5 transitano da Valenzatico-Quarrata e non più direttamente sulla S.R n. 66, allungando il percorso in maniera assurda ed enorme?

3) E che a fronte di questo, ed altri disservizi, il costo di biglietti ed abbonamenti, per gli utenti onesti che li pagano, è sensibilmente aumentato?

4) Che il CO.PI.T è coinvolto in un assurdo gioco societario di scatole cinesi che coinvolge diverse altre società di trasporto od altro, compresa la F.A.P (Ferrovie Alto Pistoiese per i più giovani), che altro non era che il trenino che andava da Pracchia a Mammiano, soppresso la bellezza di quarantasei anni fa?

5) Che il Consorzio Toscana Trasporti, avente sede in locali siti in Via Macallè paga circa 180.000 euro annui di affitto alla società “Giusti per l’Edilizia” quando potrebbe alloggiare in locali liberi e gratuiti di proprietà CO.PI.T siti in Via Filippo Pacini?

6) Il Presidente del CO.PI.T, sig. Luciano Del Santo, certamente presunto innocente fino a prova contraria, ha da dirimere alcune questioncelle di carattere giudiziario e quindi non sarebbe del tutto  pacifico il fatto che continui a stare dove sta senza avvertire la necessità di dimettersi?

Ed infine, sanno gli estensori del documento che, mentre noi stiamo a parlare di cose che possono essere utili, inutili, dannose a seconda dei casi e dei punti di vista, tra noi, più o meno sommessamente, si sta facendo largo la criminalità organizzata?

Sanno che recentemente il parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, è stato minacciato dalla camorra per avere dato ospitalità in chiesa ad una mostra dedicata ai bambini di Scampia, e per avere ospitato il sig. David Cerullo, pentito di camorra? Come del resto analoghe minacce sono state rivolte al parroco della diocesi di Modena con il quale don Biancalani è in un certo senso “gemellato”.

Credo che ci sia motivo di riflettere per tutti…

Piero Giovannelli

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