Fumo negli occhi

agosto 2nd, 2011  |  Pubblicato in Articoli

Qualche tempo fa la Regione toscana ha proposto a Provincia di Pistoia, Comune di Pistoia, Uncem Comune di Sambuca Pistoiese un protocollo d’intesa sulla salvaguardia della linea Porrettana. E’ di venerdì 29 Luglio la notizia che Provincia e Comune di Pistoia, e Uncem hanno firmato il protocollo, solo il Comune di Sambuca Pistoiese ha rifiutato di firmare.

Tutto il contenuto del documento è impregnato al massimo di aria fritta, di demagogia, di falsità, sia nelle premesse che nelle promesse, ed assolutamente privo di sbocchi e di futuro.

Un protocollo pieno di frasi fatte senza alcuna attinenza con la realtà in esso riportate?
Cosa significa, alla luce delle condizioni in cui è stata ridotta la “Porrettana”, parlare a vanvera di “ottimizzazione delle risorse” per giustificare la sostituzione del treno con autobus che viaggiano sempre vuoti e con il risultato di avere aumentato il traffico privato?

Cosa significano frasi come: “ascolto ed attenzione alle istanze del territorio“, “valorizzazione della linea“, “asse Pistoia-Porretta inteso come portante e strategico” quando poi da tutte queste chiacchiere non emerge nessun azione concreta?

E cosa significa parlare, adesso, di sviluppo di traffico merci, seppur concetto lodevole, quando non si è mai sviluppato prima e nei fatti si va nella direzione contraria spendendo soldi inutilmente per allargare la ss66? (dove oltretutto resta impossibile il sorpasso e non ci sono miglioramenti reali sulla viabilità).

E vogliamo poi parlare della “rimodulazione degli orari in senso più confacente al territorio” con “garanzie di servizio a livello di qualità“? (E’ per caso un’allusione al fatto che presto sulla “Porrettana” verranno fatti transitare gli eurostar, magari con fermata anche a Biagioni-Lagacci?) “.

Che vuol dire parlare di maggiore livello di efficienza e risparmio”; di “Porrettana” come mezzo di “valorizzazione turistica e delle qualità paesaggistiche del territorio” e “garanzia per le popolazioni del collegamento con l’area metropolitana”?
C’è un cultore della lingua italiana che ci sa spiegare, alla luce di quella dismissione della “Porrettana” che sta nei fatti constatabili ogni giorno, cosa significano queste parole senza senso?

Con questo atto la Provincia e il Comune di Pistoia hanno perso l’occasione di avversare e disconoscere con i fatti la rimodulazione della Ferrovia Porrettana secondo il “metodo Ceccobao”, un metodo prepotente e discutibilmente democratico all’insegna del “prima si taglia e poi si tratta”, quando hanno sempre sostenuto di averlo subito loro per primi e di non aver avuto parte nella decisione.

 Dopo una cosa del genere chi è preposto a rappresentare gli interessi dei propri cittadini non dovrebbe perdersi in tavoli tecnici e protocolli d’intesa ma lottare con la massima determinazione contro una decisione ingiusta, soprattutto quando dice di ritenerla tale.

E allora forse Comune e Provincia non hanno potuto o non hanno avuto la forza di opporsi a tale metodo, ma avallarlo è un’altra questione. Attenzione! Qui si crea un precedente pericoloso!

Al Consiglio provinciale di giovedì tutti i consiglieri di maggioranza in sostanza hanno detto che il protocollo è fumoso, è vago e poco concreto e pieno di promesse.

In pratica fa schifo … Ma che comunque va firmato. Ma che vuol dire? Come fanno le due cose a stare assieme?

In pratica ci si lagna un po’ ma nei fatti si dice “ obbedisco!”Cos’è? Paura? Mancanza di peso politico?
Sudditanza?

 A cosa serve allora un’architettura istituzionale che comprenda regioni, province, comuni, comunità montane, UNCEM, commissioni varie a servizio delle varie assemblee elettive, e via discorrendo, se poi il risultato è che tutti cantano stupidamente e pappagallescamente in coro dicendo la stessa cosa?

Senza nessuno, a nessun livello, che abbia il coraggio di uscire da questa logica di appiattimento, e di percepire minimamente che la gente è stanca di questo teatrino camuffato da democrazia?

Che paese è mai questo in cui il, cittadino elettore che vota per una moltitudine di organi in realtà  insulsi simulacri svuotati di potere; in si paga profumatamente fior di politicanti che potrebbero molto più proficuamente andare a lavorare in foresta; ed in cui si deve constatare che, dopo mesi di perdite di tempo, con due consigli comunali, due consigli provinciali, tre assemblee a Pracchia, due manifestazioni, di cui una a Firenze sotto il Consiglio Regionale, l’unico sbocco è questo documento senza capo né coda?

È vero, non esiste il mondo perfetto in cui Regione Toscana fa un passo indietro e ammette di aver sbagliato.

Ma forse è più democratica e suggerita anche dalle leggi all’avanguardia sulla partecipazione dei cittadini di cui la Regione fa vanto suggeriva una procedura diversa, del tipo :

prima, si fanno gli incontri con i cittadini e le assemblee.

poi si fare i tavoli tecnici con TUTTE le Istituzioni locali e le ASSOCIAZIONI,

poi si firmano i protocolli d’intesa

POI, solo alla fine, si passa agli eventuali tagli.

Ma si sa che questo mondo reale non è un mondo perfetto e allora becchiamoci questo protocollo d’intesa e sforziamoci di ritenerlo un piccolissimo passo nella direzione giusta, senza ascoltare la vocina inconscia e maligna che ci suggerisce che invece sia l’atto che suggella la complicità di Provincia e Comune di Pistoia ed Uncem Toscana in questa “rimodulazione” imposta ai cittadini con il metodo “Ceccobao”

Per ritenere la firma di questo protocollo d’intesa un segnale positivo per la salvaguardia della Ferrovia Porrettana, serve davvero uno slancio di fiducia ed è difficile averne per chi finora ha agito in questo modo.

A forza di chicchere in politichese, aria fritta, fumo negli occhi, si è davvero perso di vista lo scopo del trasporto pubblico, che è semplicemente quello di trasportare la gente.

In coscienza ciascuno di noi ad un protocollo del genere può  rispondere solo così:

“Mi impegnerò a ricercare attivamente ogni azione utile a intraprendere azioni atte a ricercare soluzioni che mi facciano ritornare la voglia di votarvi.”

Infine i signori del Comune di Pistoia si ricordino che il Comitato sta ancora aspettando che firmate l’altro protocollo d’intesa cui hanno aderito tutti i comuni della zona montana (che risultano tra l’atro essere in provincia di Pistoia) e anche quelli emiliani del cui intervento finanziario per salvaguardare DAVVERO il futuro della Ferrovia Porrettana, molto probabilmente avranno bisogno.

Samuele Pesce – Piero Giovannelli

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