100 adesioni

maggio 6th, 2012  |  Pubblicato in News

Oltre cento adesioni alla class action per la Porrettana

Samuele Pesce (Legambiente): «Una gestione miope e sciagurata di una potenziale risorsa per il rilancio del turismo»

PRACCHIA. Ad appena due giorni dall’annuncio della “class action” in difesa del servizio della linea Porrettana, oltre 100 persone si sono già unite al comitato “Viva la Porrettana viva”, Legambiente Pistoia, Cobas-Pistoia e Utp Toscana nella causa contro Regioni e Province.

Ne dà notizia Samuele Pesce, esponente di punta di Legambiente Pistoia, che ribadisce la ferma contrarietà alle scelte della Regione Emilia e della Provincia di Bologna. «Per l’ignavia (così la definisce, ndr) dimostrata dalle due istituzioni nel mancato intervento, salvo le generose dichiarazioni di intenti a tutela dei propri cittadini.

Eppure – sottolinea Pesce – Bologna ha 4 fermate sulla linea (Porretta, Ponte della Venturina, Biagioni – Lagacci). Si è trattato di un atteggiamento sconcertante da parte di quanti hanno dimostrato di conoscere bene come far funzionare un servizio e valorizzare al massimo una linea, com’è evidente nella tratta Bologna – Porretta».

Alla Regione Toscana, le associazioni che hanno dato vita alla class action imputano la scelta dei tagli operati al servizio. «La Regione si è sempre nascosta dietro la scusa del taglio delle risorse per il trasporto pubblico locale da parte del governo centrale, e ha sempre negato disponiblilità al dialogo, sia con i cittadini e le associazioni sul territorio, sia con le istituzioni emiliane, fino a cacciare un delegato dei Comuni dell’Emilia da un incontro istituzionale».

Ma ce n’è anche per il Comune e la Provincia di Pistoia, «che hanno proposto solo soluzioni “teoriche” a lungo periodo, come il riconoscimento per la Porrettana di patrimonio dell’Unesco e il trasporto attrverso treni merci». «Nei fatti – prosegue Pesce – dimostrano invece di voler puntare sugli autobus. Promettono di prendere in esame le esigenze dei pendolari attraverso un sondaggio e invece mettono in atto una seconda rimodulazione del servizio che scontenta più di prima ed è pagata a caro prezzo con i soldi degli stessi cittadini che lascia a piedi. Il tutto nel mancato rispetto di atti e documenti ufficiali degli stessi enti, come il protocollo d’intesa, il contratto di servizio e la mozione regionale 225».

A questo «si aggiunge che non hanno memmeno mai risposto alla richiesta di una consulta popolare sulla mobilità, inoltrata da 7 associazioni.»

Il servizio è peggiorato, esasperando gli utenti e i cittadini, e mettendo in difficoltà gli operatori turistici».

La gestione «miope e sciagurata» di una delle prinicipali risorse del territorio, potenziale «volano per un rilancio turistico», costituisce «una seria minaccia per il futuro di tutti gli abitanti del territorio montano».

fonte : il Tirreno Pistoia

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