Una politica miope

ottobre 15th, 2014  |  Pubblicato in News

Intervento di Paolo Brunetti Presidente del Comitato Viva la Porrettana Viva

Porretta Terme 14 ottobre 2014

1620630_528168177327257_136719635017127028_n-2Viva la Porrettana viva !

Fausto Bertinotti viene a Porretta a rendere omaggio ai 150 anni della Ferrovia Porrettana e a dare il là ai festeggiamenti. Gli do il benvenuto, anche perché, pur nella profonda diversità politica (io provengo da Potere Operaio, Radio Alice, Sindacalismo autonomo), mi è sempre stato simpatico. Ma, viste le condizioni di salute della Ferrovia, credo sarebbe stato più consono ai tempi leggerne l’orazione funebre invece che festeggiare.

Ti spiego perché, compagno Bertinotti.

La volontà dei suoi veri proprietari, RFI e TRENITALIA, cui la miope Politica tutta ne ha affidato la gestione, è quella di sopprimere la tratta Porretta / Pistoia.

Perché non rende, non dà profitti.

Tutti i segnali che percepiamo vanno in questa direzione: dal suo depotenziamento del 2011 con il taglio del 55% delle corse per far guadagnare l’azienda COPIT con i bus sostitutivi, dai ripetuti allarmi per la soppressione degli scambi, dalla tragica situazione di incuria (mancata pulizia dei fossi e delle scoline, mancato taglio della vegetazione in particolare a ridosso delle gallerie e dei binari) che non potrà che portare inevitabilmente a nuovi disastri, crolli e frane, e infine dal tempo impiegato (un anno !) per sistemare uno smottamento di poco conto. Quando basterebbe assumere una persona, dico una, per la manutenzione ordinaria della tratta.

Ma la colpa non la dobbiamo addossare ai gestori, che sono S.p.A. e dunque debbono fare profitti. La colpa è della Politica che ha affidato al Privato un Bene Pubblico, anzi un Bene Comune, perché appartiene ai cittadini di queste valli. Perché è stata l’asse centrale, il motore della vita e dello sviluppo di questo territorio. Perché è stato grazie alla sua esistenza se i ragazzi hanno potuto andare a studiare, gli adulti a spostarsi per recarsi al lavoro, le imprese siderurgiche di Campo Tizzoro, Ponte della Venturina e Porretta a produrre perché il ferro dell’isola d’Elba arrivava col treno, e col treno sono arrivati i “villeggianti” e dunque il turismo con tutto l’indotto che ne è seguito.

Un circolo virtuoso che è stato interrotto dalla miopia politica e dalla applicazione, a un bene Comune, della logica aziendale delle entrate e delle uscite. Quella logica della inevitabilità delle leggi del Mercato (leggasi della speculazione), dettata dalla dittatura finanziaria eurotedesca alla Politica italiana, e da essa accettata servilmente, con l’obbiettivo di distruggere il nostro Stato sociale, i diritti e i salari di chi lavora, il tessuto produttivo ed economico del paese intero.

Ma se la logica è quella che si deve sopprimere tutto quello che non rende dal punto di vista economico, che non è produttivo, che ne facciamo di anziani, malati, handicappati e via dicendo ? Quello che già è stato fatto in Germania il secolo scorso ? La soppressione ?

La nostra Ferrovia è un gioiello. Dal punto di vista ambientale, turistico, storico, architettonico, ingegneristico, culturale, socioeconomico.

Chi è proprietario di un gioiello, in genere, se ne fa vanto. Se poi il gioiello ha anche la caratteristica della unicità diventa un’attrazione per il mondo intero.

Ed è proprio questo il caso della Ferrovia Porrettana, in modo speciale nella tratta Porretta – Pistoia.

Solo i suoi proprietari formali, ovverosia le Istituzioni regionali di Emilia e Toscana, assieme ai Governi centrali che si sono susseguiti negli ultimi 50 anni, non se ne sono accorti, assieme ai suoi veri proprietari che abbiamo sopra ricordato, ovverosia i gestori RFI e TRENITALIA.

Questo Comitato che qui rappresento, assieme alle altre tante realtà associative che amano la nostra Ferrovia, sostiene con forza da quando è nato che per far ripartire il circolo virtuoso è necessario un progetto di largo respiro in cui le realtà sociali ed economiche del territorio siano coinvolte in un processo di valorizzazione del quale la strada ferrata sia l’asse portante. Un progetto che parta dal presupposto che solo un buon servizio crea una buona utenza, mentre oggi si giustifica un pessimo servizio per la scarsità dell’utenza, in una spirale perversa.

Devo dire, con immenso piacere, che il progetto di una Porrettana portavoce del “vivere slow”, voluto dall’Unione Comuni Alto Reno, e in particolare dal vicesindaco di Porretta Nicolò Savigni, che è riuscito miracolosamente, fra l’altro, a mettere assieme realtà toscane ed emiliane, è il valore aggiunto che mancava per riuscire a garantirne la funzione primaria (il trasporto di persone e merci) alla luce sia delle nuove tecnologie di informazione, che permettono di raggiungere un potenziale turistico internazionale, sia della esigenza di umanità di tantissime persone che si sta affermando in questo inizio di terzo millennio: e cioè la necessità di un modello di vita che si contrapponga alla frenesia delle alte velocità, del correre sempre di più e sempre più in fretta verso dove non si sa, ma di sicuro verso la distruzione della dimensione umana della vita.

Compagno Bertinotti, quando parecchi anni fa tu, e giustamente a mio avviso, hai proposto di rendere nominativi i Titoli di Stato, affinché fosse chiaro e trasparente come era distribuita la ricchezza di questo Paese, sei stato massacrato politicamente. Sei quindi in grado molto più di altri di comprendere cosa significa la solitudine politica. Solo, contro i poteri forti.

Una solitudine che ci accompagna dal febbraio 2011, quando soppressero il 55% delle corse tra Porretta e Pistoia. Una solitudine che ha visto, come unico rappresentante delle Istituzioni al nostro fianco, e in modo concreto e fattivo, Giuseppe Nanni, nelle sue vesti di Presidente dell’Unione Comuni Alto Reno e di Sindaco di Granaglione.

Soli, contro i poteri forti, per i quali non conta il benessere delle nostre Comunità, ma l’avidità dell’1% della popolazione.

Soli, abbandonati da una Politica succube e miope.

E allora, compagno Bertinotti, tu, che sei venuto qui a Porretta per festeggiare i 150 anni di vita della ferrovia Porrettana, ti sei assunto un grande carico, perché così facendo ti sei preso un impegno preciso: quello di farci uscire dalla solitudine in cui ci troviamo, perché ora anche tu sei responsabile delle sorti di questo gioiello, che giustamente dovrebbe essere riconosciuto dall’Unesco come patrimonio di tutta l’Umanità.

Ti chiedo, a nome di tutti coloro che amano la nostra ferrovia, di farti primo attore (oggi si dice testimonial) di una iniziativa che propongo di chiamare “Noi custodiamo la Ferrovia Porrettana”, che possa coagulare attorno a sé persone di cultura e di umanità, conosciute a livello nazionale e internazionale, per poter raccontare a chi non la conosce la storia di questo gioiello, realizzato con la genialità e il sudore delle generazioni che ci hanno preceduto, ed essere dunque attenti custodi e difensori della sua esistenza e della sua funzione.

Grazie in anticipo per quello che potrai fare per gli abitanti di questa parte dell’Appennino toscoemiliano e per tutti quelli che vorranno venire a visitarla.

Viva la Porrettana viva !

Paolo Brunetti
Presidente del Comitato “Viva la Porrettana viva”

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